LO STATO SOCIALE A BOLOGNA HA ORGANIZZATO UNA FESTA

Lo Stato Sociale, sabato 21 Novembre 2015, a Bologna, al Paladozza, in quello che è il palazzetto più vecchio, ma più intimo della città, anzi, della musica in città, ha organizzato una festa: e io ho avuto la fortuna di essere invitato.

Questo concerto, ultima data del tour, è stato concepito come una grande festa ed in tutte le feste che si rispettano inviti tutti gli amici, a cui chiedi di partecipare attivamente: un pezzo a testa insieme ai padroni di casa!

E’ stato magnifico partecipare, lo è stato perchè ho avuto l’onore di poter seguire anche tutto ciò che ha anticipato il concerto, nel backstage, tra caffè, birra, whisky, cioccolata, arachidi, pistacchi, patatine, sigarette e risate.

Un crescendo di emozioni date semplicemente dall’esserci e condividere un momento di collettività sociale!

Poi il concerto, in un palazzetto sold out, in cui le canzoni si sono mescolate alle parole e alle risate, anche tra i partecipanti al live, in cui le voci avevano le funzioni di membra per unirsi in un collettivo abbraccio festoso.

 

QUANDO LA FOTOGRAFIA UNISCE INDUSTRIA E CITTA’

Sono andato a FOTOINDUSTRIA, a Bologna, un festival che si svolge per la seconda volta, e sono rimasto entusiasta dell’idea oltre che di certe immagini viste.

E’ un festival, organizzato dalla FondazioneMAST con cadenza biennale, che vuole mettere in relazione la fotografia legata al mondo dell’industria e la città.

Diciamo che il legame città-industria è sempre stato vivo, sopratutto nel secolo scorso, quando alla città storica si affiancavano città industriali, con le loro infrastrutture, con i loro alloggi, con i loro servizi e anche con i loro problemi.

L’opportunità che dà questo festival è quello di tentare una riappacificazione tra città storica e città industriale e ci riesce magnificamente: si passeggia per il centro di Bologna e si entra in palazzi magnifici, meritevoli di essere visti anche senza mostra, e si visitano varie mostre, abbracciate da affreschi, stucchi, ristrutturazioni contemporanee etc.

Andare per mostre significa curiosare e conoscere autori, magari non conosciuti, idee fotografiche nuove, vedere mondi documentati, aprire il cervello a nuove cose che si discostano dal quotidiano.

Andare per le mostre di questo festival significa scoprire nuovi luoghi che abbiamo, potenzialmente, sotto il naso tutti i giorni e non consideriamo o valutiamo come opportunità da scoprire.

La mia classifica delle mostre del FotoIndustria:

-1- PIERRE GONNORD -(ALTRI) LAVORATORI- Genus Bononiae Santa Maria Della Vita, via Clavature 8

-2- NEAL SLAVIN -RITRATTI DI GRUPPO- Spazio Carbonesi, via De’ Carbonesi 11

-3- DAVID LACHAPELLE -LAND SCAPE- Pinacoteca Nazionale, via Belle Arti 56

-4- EDWARD BURTYNSKY -PAESAGGI INDUSTRIALIZZATI- Palazzo Pepoli Campogrande, via Castiglione 7

-5- HEIN GORNY -NUOVA OGGETTIVITA’ E INDUSTRIA- Museo della storia di Bologna, via Castiglione 8

Non perdetevelo per niente al mondo [è fino al 01 novembre ed è gratis]

LUOGHI E FOTOGRAFIA

Sono andato a vedere il SI Fest 24, a Savignano Sul Rubicone per unire quel bel gusto di gita fuoriporta di fine estate a quello di imparare e confrontarmi con un po’ di fotografi ed immagini. Poi sono andato a Cesenatico a visitare l’ex colonia Santarcangiolese, sede del festival di arti visive FREE ME.

Ho visto foto e autori interessanti, altri meno ed altri ancora stimolanti, di quelli che fanno muovere idee e azioni.

Ho visto sopratutto spazi incredibili, in entrambi i festival, capaci di ospitare mostre donando un valore aggiunto alle stesse.

Ci sono luoghi che andrebbero ripensati e sfruttati sia per realizzare fotografie che per esporne, luoghi che con la loro naturale caratterizzazione diventano un valore aggiunto. Luoghi capaci di accogliere ed interagire con le opere in silenzio, ma con forte presenza.

Io ho la fortuna di aver insediato il mio studio all’interno di una struttura come questa, nell’ex caserma dei Vigili del Fuoco di Ferrara, dentro a Spazio Grisù, e, memore di ciò che ho visto nei due Festival vorrei provare a valorizzare lo spazio per renderlo sempre più a misura di fotografia: scattando ancora di più all’interno dei luoghi sfruttandoli come location, esponendo con attenzione al connubio tra luogo e fotografia  e accogliendo chiunque, a proprio modo voglia interagire con me attraverso la fotografia.

Vi aspetto: via Ortigara 13, Ferrara!

VOLARE NELL’ACQUA

Volare nell’acqua, anzi voliamo nell’acqua.

Il senso della collaborazione, come la intendo io, sta nel  poter costruire qualcosa insieme.

Non sempre accade che entrambi si diventi parte dell’immagine, in questo caso, con Maria Chiara, si doveva: entrambi nello stesso luogo ad ammirarlo [Bagno a Vignoni] ed a voler fare foto, entrambi con idee per quelle foto, entrambi quindi modelli.

Un gioco, una voglia di entrare in quel luogo in cui eravamo per un sopralluogo, per foto nel futuro prossimo, una collaborazione naturale.

Ritratto reciproco.

TOCCARE LA FOTOGRAFIA

L’importanza di andare a vedere una mostra di fotografia sta nel fatto di entrare in contatto con la stessa, con la possibilità di rendere qualcosa che è spesso solo virtuale [o effimero] con qualcosa che diventa materiale, tangibile.

La concentrazione ed il tempo di attenzione che abbiamo dinnanzi al monitor, mentre guardiamo una fotografia, è bassissimo, vorace, da fast food e quindi resta solo l’impatto complessivo e nessuna domanda, curiosità, appunto [positivo o negativo che sia].

Andar a vedere una mostra significa decidere a che distanza guardare la fotografia e quindi su cosa soffermare sguardo e pensieri [o psiche, che dir si voglia], significa investire tempo nell’osservazione, nell’indagine, nella scoperta; il gusto per un dettaglio o la scoperta di qualcosa che stona, un complessivo perfetto o poco bilanciato.

Andar a vedere una mostra significa starci del tempo e lasciare andare il cervello alla ricerca di qualche sensazione, dettaglio, luogo da cercare e scoprire.

Andar a vedere una mostra significa poter toccare [a volte no] una foto e allora ritorna alla mente che bello era andare a prendere il rullino sviluppato dal fotografo e sfogliare e analizzare ogni singola tangibile immagine.

Stampate le vostre foto migliori e toccatele, appendetele al muro o al frigo con il magnetino!

p.s. a breve renderò operativa la sezione del mio sito “PRINT” e lì potrete acquistare e ricevere le mie foto, per poi appenderle se vorrete.

Bomboniere per un matrimonio

Quando due futuri sposi mi chiedono un consiglio per la loro bomboniera provo sempre a consigliare qualcosa di diverso dal “solito” contenitore: preferisco suggerire qualcosa che andrà a far parte della casa di chi la riceve.

Tutti noi abbiamo antri polverosi in cui gettiamo tutte le bomboniere ricevute nei vari matrimoni, battesimi, comunioni, gettiamo lì perchè ci spiace buttarle perchè sono un regalo e possiedono qualcosa di profondamente simbolico.

Sono dell’idea che si possa trovare un compromesso tra qualcosa che sia bomboniera e qualcosa che resti a ricordo di una giornata di festa, qualcosa da tenere in casa e magari in bella vista.

Ecco questa volta l’idea è stata di giocare con i futuri sposi con qualcosa che sentono loro e che anche coloro che riceveranno la bomboniera possano sentire loro o iniziare a far loro.

Cos’è? sorpresa! Non posso mica svelare la sopresa prima del 18 Luglio, sennò che regalo sarebbe!

EXPO 2015

Un mese fa, per lavoro, ho avuto l’occasione di visitare [parzialmente] il luogo simbolo di questo 2015: l’area EXPO 2015 a Milano.

Premetto che è sicuramente una visita da fare, un’occasione da cogliere, per andare a visitare una parte tematica di mondo, per osservare, incuriosirsi e anche conoscere.

Una moltitudine di architetture e quindi di forme e colori, oltre che di cibi e divertissement, da vedere e scoprire, tenuto conto poi, che in Italia, si costruisce così poca architettura contemporanea è un’occasione unica per un italiano abituato a viaggiare poco per entrare in contatto con una concezione dello spazio differente rispetto a quello solito delle nostre città.

Invito tutti ad andare a visitare e rimanere anche a bocca aperta, davanti a tanti cibi ed a tanti padiglioni “WOW”!

C’è però una cosa che mi fa porre interrogativi ed anche un po’ arrabbiare: cosa resterà di questo luogo di architetture temporanee?

Da quello che sento, leggo, parlo, tutto dovrebbe essere smontato, smaltito, bonificato e l’area rimarrà quella che era fino a un paio di anni fa: niente in mezzo al poco.

La realtà è che probabilmente le nazioni capaci di avere un budget sufficiente per smontare, bonificare e magari ricostruire in suolo natio il padiglione, saranno davvero pochissime e quindi quest’area immensa diventerà l’ennesima area abbandonata [che tra 5 anni tutti noi andremo a fotografare].

Ecco, trovo essere questa l’ennesima occasione persa dall’Italia [ma in giro per il mondo di ex aree expo abbandonate ce ne sono a bizzeffe] che tanti soldi pubblici e privati ha investito per costruire infrastrutture fino a questa zona fieristica [a Rho c’è anche la fiera di Milano], che ha reso disponibile e agibile un’area vastissima e ha alzato padiglioni che, pensati per durare, si sarebbero potuti riconvertire ad uffici, servizi pubblici e privati, grandi strutture, eventi etc all’interno di architetture contemporanee e interessanti, magari capaci di stimolare la creatività di architetti, urbanisti, progettisti e, perchè no, pure di geometri nel rendere le nostre periferie più belle, abitabili, stimolanti invece di avere un’ennesima “periferia, il posto più brutto che ci sia”.

Andate a cogliere il bello di quest’area, finchè ce n’è!

ESTATE

Passeremo l’estate su una spiaggia solitaria e ci arriverà l’eco di un cinema all’aperto, oppure passeremo l’estate su una spiaggia affollatissima e ci arriverà il vociare divertito di giochi e aperitivi.

Il caldo sarà tropicale [si spera, vista l’estate scorsa] e ci svestiremo dei nostri strati di vestiti per lasciare una grande quantità di pelle scoperta.

Indosseremo infradito, sandali e tacchi alti.

Tireremo fuori dalle cantine materassini gonfiabili inspiegabilmente sempre bucati e compreremo almeno una copia della Settimana enigmistica.

Cammineremo a piedi nudi sull’erba e ci faremo pestare i piedi almeno in un paio di concerti all’aperto.

Ci innamoreremo e ci ri-innamoreremo.

E la sera staremo più fuori, con in mano una birra che alla seconda frase detta con amici risulterà già calda e continueremo a parlare con loro, mescolando racconti, speranze, cotte, viaggi, desideri e voglia che quest’estate non finisca mai.

Intanto è iniziata!

Buona estate a tutti!

Gelosia, la mostra

È incredibile quello che sta accadendo intorno al mio progetto GELOSIA, quel progetto nato e condiviso dapprima con 36 persone che hanno deciso di farsi ritrarre, poi con le già oltre 500 persone che l’hanno visitata [alla Porta Degli Angeli, a Ferrara, fino al 03/05/2015​].
C’è chi l’ha vissuto sia da persona ritratta, sia da visitatore e ha raccontato tutto questo [e molto altro in questo articolo: leggetelo e venite a visitare la mostra].
[sto pensando di continuare il progetto…]

Ferrara di notte: Rotonda Foschini

Ecco, alla fine non ho resistito e mi sono cimentato anche io con questa architettura e con questo scatto, che altri, prima e meglio di me, hanno già fatto: non ho resistito perchè, durante l’uscita notturna del corso intermedio di fotografia Progetto e Creatività, sono tornato ad ammirare questo gioiello di piazza, che quasi piazza non è e che, avendo avuto la fortuna di di sorvolare con la mongolfiera, sembra assolutamente un ombelico: il magnifico ombelico della magnifica signora Ferrara.