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TOCCARE LA FOTOGRAFIA

L’importanza di andare a vedere una mostra di fotografia sta nel fatto di entrare in contatto con la stessa, con la possibilità di rendere qualcosa che è spesso solo virtuale [o effimero] con qualcosa che diventa materiale, tangibile.

La concentrazione ed il tempo di attenzione che abbiamo dinnanzi al monitor, mentre guardiamo una fotografia, è bassissimo, vorace, da fast food e quindi resta solo l’impatto complessivo e nessuna domanda, curiosità, appunto [positivo o negativo che sia].

Andar a vedere una mostra significa decidere a che distanza guardare la fotografia e quindi su cosa soffermare sguardo e pensieri [o psiche, che dir si voglia], significa investire tempo nell’osservazione, nell’indagine, nella scoperta; il gusto per un dettaglio o la scoperta di qualcosa che stona, un complessivo perfetto o poco bilanciato.

Andar a vedere una mostra significa starci del tempo e lasciare andare il cervello alla ricerca di qualche sensazione, dettaglio, luogo da cercare e scoprire.

Andar a vedere una mostra significa poter toccare [a volte no] una foto e allora ritorna alla mente che bello era andare a prendere il rullino sviluppato dal fotografo e sfogliare e analizzare ogni singola tangibile immagine.

Stampate le vostre foto migliori e toccatele, appendetele al muro o al frigo con il magnetino!

p.s. a breve renderò operativa la sezione del mio sito “PRINT” e lì potrete acquistare e ricevere le mie foto, per poi appenderle se vorrete.

Bomboniere per un matrimonio

Quando due futuri sposi mi chiedono un consiglio per la loro bomboniera provo sempre a consigliare qualcosa di diverso dal “solito” contenitore: preferisco suggerire qualcosa che andrà a far parte della casa di chi la riceve.

Tutti noi abbiamo antri polverosi in cui gettiamo tutte le bomboniere ricevute nei vari matrimoni, battesimi, comunioni, gettiamo lì perchè ci spiace buttarle perchè sono un regalo e possiedono qualcosa di profondamente simbolico.

Sono dell’idea che si possa trovare un compromesso tra qualcosa che sia bomboniera e qualcosa che resti a ricordo di una giornata di festa, qualcosa da tenere in casa e magari in bella vista.

Ecco questa volta l’idea è stata di giocare con i futuri sposi con qualcosa che sentono loro e che anche coloro che riceveranno la bomboniera possano sentire loro o iniziare a far loro.

Cos’è? sorpresa! Non posso mica svelare la sopresa prima del 18 Luglio, sennò che regalo sarebbe!

EXPO 2015

Un mese fa, per lavoro, ho avuto l’occasione di visitare [parzialmente] il luogo simbolo di questo 2015: l’area EXPO 2015 a Milano.

Premetto che è sicuramente una visita da fare, un’occasione da cogliere, per andare a visitare una parte tematica di mondo, per osservare, incuriosirsi e anche conoscere.

Una moltitudine di architetture e quindi di forme e colori, oltre che di cibi e divertissement, da vedere e scoprire, tenuto conto poi, che in Italia, si costruisce così poca architettura contemporanea è un’occasione unica per un italiano abituato a viaggiare poco per entrare in contatto con una concezione dello spazio differente rispetto a quello solito delle nostre città.

Invito tutti ad andare a visitare e rimanere anche a bocca aperta, davanti a tanti cibi ed a tanti padiglioni “WOW”!

C’è però una cosa che mi fa porre interrogativi ed anche un po’ arrabbiare: cosa resterà di questo luogo di architetture temporanee?

Da quello che sento, leggo, parlo, tutto dovrebbe essere smontato, smaltito, bonificato e l’area rimarrà quella che era fino a un paio di anni fa: niente in mezzo al poco.

La realtà è che probabilmente le nazioni capaci di avere un budget sufficiente per smontare, bonificare e magari ricostruire in suolo natio il padiglione, saranno davvero pochissime e quindi quest’area immensa diventerà l’ennesima area abbandonata [che tra 5 anni tutti noi andremo a fotografare].

Ecco, trovo essere questa l’ennesima occasione persa dall’Italia [ma in giro per il mondo di ex aree expo abbandonate ce ne sono a bizzeffe] che tanti soldi pubblici e privati ha investito per costruire infrastrutture fino a questa zona fieristica [a Rho c’è anche la fiera di Milano], che ha reso disponibile e agibile un’area vastissima e ha alzato padiglioni che, pensati per durare, si sarebbero potuti riconvertire ad uffici, servizi pubblici e privati, grandi strutture, eventi etc all’interno di architetture contemporanee e interessanti, magari capaci di stimolare la creatività di architetti, urbanisti, progettisti e, perchè no, pure di geometri nel rendere le nostre periferie più belle, abitabili, stimolanti invece di avere un’ennesima “periferia, il posto più brutto che ci sia”.

Andate a cogliere il bello di quest’area, finchè ce n’è!