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LUOGHI E FOTOGRAFIA

Sono andato a vedere il SI Fest 24, a Savignano Sul Rubicone per unire quel bel gusto di gita fuoriporta di fine estate a quello di imparare e confrontarmi con un po’ di fotografi ed immagini. Poi sono andato a Cesenatico a visitare l’ex colonia Santarcangiolese, sede del festival di arti visive FREE ME.

Ho visto foto e autori interessanti, altri meno ed altri ancora stimolanti, di quelli che fanno muovere idee e azioni.

Ho visto sopratutto spazi incredibili, in entrambi i festival, capaci di ospitare mostre donando un valore aggiunto alle stesse.

Ci sono luoghi che andrebbero ripensati e sfruttati sia per realizzare fotografie che per esporne, luoghi che con la loro naturale caratterizzazione diventano un valore aggiunto. Luoghi capaci di accogliere ed interagire con le opere in silenzio, ma con forte presenza.

Io ho la fortuna di aver insediato il mio studio all’interno di una struttura come questa, nell’ex caserma dei Vigili del Fuoco di Ferrara, dentro a Spazio Grisù, e, memore di ciò che ho visto nei due Festival vorrei provare a valorizzare lo spazio per renderlo sempre più a misura di fotografia: scattando ancora di più all’interno dei luoghi sfruttandoli come location, esponendo con attenzione al connubio tra luogo e fotografia  e accogliendo chiunque, a proprio modo voglia interagire con me attraverso la fotografia.

Vi aspetto: via Ortigara 13, Ferrara!

VOLARE NELL’ACQUA

Volare nell’acqua, anzi voliamo nell’acqua.

Il senso della collaborazione, come la intendo io, sta nel  poter costruire qualcosa insieme.

Non sempre accade che entrambi si diventi parte dell’immagine, in questo caso, con Maria Chiara, si doveva: entrambi nello stesso luogo ad ammirarlo [Bagno a Vignoni] ed a voler fare foto, entrambi con idee per quelle foto, entrambi quindi modelli.

Un gioco, una voglia di entrare in quel luogo in cui eravamo per un sopralluogo, per foto nel futuro prossimo, una collaborazione naturale.

Ritratto reciproco.

EXPO 2015

Un mese fa, per lavoro, ho avuto l’occasione di visitare [parzialmente] il luogo simbolo di questo 2015: l’area EXPO 2015 a Milano.

Premetto che è sicuramente una visita da fare, un’occasione da cogliere, per andare a visitare una parte tematica di mondo, per osservare, incuriosirsi e anche conoscere.

Una moltitudine di architetture e quindi di forme e colori, oltre che di cibi e divertissement, da vedere e scoprire, tenuto conto poi, che in Italia, si costruisce così poca architettura contemporanea è un’occasione unica per un italiano abituato a viaggiare poco per entrare in contatto con una concezione dello spazio differente rispetto a quello solito delle nostre città.

Invito tutti ad andare a visitare e rimanere anche a bocca aperta, davanti a tanti cibi ed a tanti padiglioni “WOW”!

C’è però una cosa che mi fa porre interrogativi ed anche un po’ arrabbiare: cosa resterà di questo luogo di architetture temporanee?

Da quello che sento, leggo, parlo, tutto dovrebbe essere smontato, smaltito, bonificato e l’area rimarrà quella che era fino a un paio di anni fa: niente in mezzo al poco.

La realtà è che probabilmente le nazioni capaci di avere un budget sufficiente per smontare, bonificare e magari ricostruire in suolo natio il padiglione, saranno davvero pochissime e quindi quest’area immensa diventerà l’ennesima area abbandonata [che tra 5 anni tutti noi andremo a fotografare].

Ecco, trovo essere questa l’ennesima occasione persa dall’Italia [ma in giro per il mondo di ex aree expo abbandonate ce ne sono a bizzeffe] che tanti soldi pubblici e privati ha investito per costruire infrastrutture fino a questa zona fieristica [a Rho c’è anche la fiera di Milano], che ha reso disponibile e agibile un’area vastissima e ha alzato padiglioni che, pensati per durare, si sarebbero potuti riconvertire ad uffici, servizi pubblici e privati, grandi strutture, eventi etc all’interno di architetture contemporanee e interessanti, magari capaci di stimolare la creatività di architetti, urbanisti, progettisti e, perchè no, pure di geometri nel rendere le nostre periferie più belle, abitabili, stimolanti invece di avere un’ennesima “periferia, il posto più brutto che ci sia”.

Andate a cogliere il bello di quest’area, finchè ce n’è!

Ferrara di notte: Rotonda Foschini

Ecco, alla fine non ho resistito e mi sono cimentato anche io con questa architettura e con questo scatto, che altri, prima e meglio di me, hanno già fatto: non ho resistito perchè, durante l’uscita notturna del corso intermedio di fotografia Progetto e Creatività, sono tornato ad ammirare questo gioiello di piazza, che quasi piazza non è e che, avendo avuto la fortuna di di sorvolare con la mongolfiera, sembra assolutamente un ombelico: il magnifico ombelico della magnifica signora Ferrara.