Category stagioni

FAME DI PRIMAVERA

Ho una gran voglia di realizzare ritratti, ho una gran voglia che arrivi la primavera.

Ho unito le due cose, l’ho fatto con il magnifico e prezioso contributo di Maria Chiara e Francesca, grandiose fomentatrici di idee fotografiche.

Il racconto si racchiude e si schiude al tempo stesso in un simbolo: il petalo, essenza della primavera, parte unitaria della manifestazione della stessa, l’ho fatto senza cercare nessun appiglio con il tormentone del petaloso, l’ho fatto senza rimandi dichiarati alla discussione sulla legge Cirinnà, l’ho fatto semplicemente alla ricerca di un ritratto che mostrasse bellezza e ironia, un gioco tra idea, primavera, fotografia e ritratto.

Aspetto la primavera perchè ne ho bisogno, anzi, fame!

INVERNO

Inverno 2015.

L’incedere delle stagioni è un accadimento ciclico, costante e perenne, che, anche nell’accezione in cui “non ci sono più le mezze stagioni”, prevede sempre la presenza dell’inverno.

L’inverno è uno di quei momenti in cui l’attività di un fotografo, muta, non diminuisce o aumenta, ma semplicemente muta [non potrebbe diminuire perchè fotografare è una necessità prima ancora che un mestiere, per me], cambia di luogo prediletto, rimanendo sempre di più all’interno di quattro mura, che esse siano solite o insolte.

Ci si rinchiude alla ricerca di caldo e di luce, necessità primordiali dell’essere umano, e si riduce lo spazio di osservazione ma si aumenta la profondità dello sguardo, dell’osservare e si scatta meno ma con più attenzione [sempre se si riesce a uscire dal torpore impigrente della ricerca di un caldo dato dall’avvolgimento in un plaid], si mette in posa con più lentezza e si creano forme più precise, una cura maggiore della luce, data probabilmente dall’assenza di quella naturale, e si diventa più osservatori e meno passionali.

Precisi, attenti, distaccati, compositivi.

Si prendono oggetti e li si accosta, si prova donargli una nuova vita, anche se alla fine è sempre una costruzione di natura morta.

 

ESTATE

Passeremo l’estate su una spiaggia solitaria e ci arriverà l’eco di un cinema all’aperto, oppure passeremo l’estate su una spiaggia affollatissima e ci arriverà il vociare divertito di giochi e aperitivi.

Il caldo sarà tropicale [si spera, vista l’estate scorsa] e ci svestiremo dei nostri strati di vestiti per lasciare una grande quantità di pelle scoperta.

Indosseremo infradito, sandali e tacchi alti.

Tireremo fuori dalle cantine materassini gonfiabili inspiegabilmente sempre bucati e compreremo almeno una copia della Settimana enigmistica.

Cammineremo a piedi nudi sull’erba e ci faremo pestare i piedi almeno in un paio di concerti all’aperto.

Ci innamoreremo e ci ri-innamoreremo.

E la sera staremo più fuori, con in mano una birra che alla seconda frase detta con amici risulterà già calda e continueremo a parlare con loro, mescolando racconti, speranze, cotte, viaggi, desideri e voglia che quest’estate non finisca mai.

Intanto è iniziata!

Buona estate a tutti!