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BLACK FRIDAY

Si fa un gran parlare di black friday: amazon lo fa, mediaworld lo fa, unieuro lo fa, la coop lo fa, il bar qui sotto lo fa, anche il salumiere lo fa ma lo ha scritto male “blech fraidey!”, allora manca solo il fotografo…

BLACK FRIDAY? WHITE FRIDAY!

dal 25 NOVEMBRE 2016, al 30 NOVEMBRE 2016, se mi contatti per un appuntamento per un preventivo per il servizio matrimoniale e poi scegli di affidarmelo, avrai uno sconto del 10% sul costo del pacchetto scelto ed il 2×1 sul fotolibro per i genitori!

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SE RANDONNEUR SIGNIFICA RANDAGIO

…significa che anche chi li segue lo diventa!

Ho attraversato 4 nazioni, in una direzione e nell’altra, ho dormito pochissimo, ho preso la pioggia, il freddo e il sole, mangiato a caso, sceso al volo dalla macchina per fotografare biciclette e, sì, loro, i randagi che hanno percorso 630 km in 2 giorni e lo hanno fatto sempre pronti ad un sorriso, ad un cenno positivo, ad uno sguardo verso il mio obiettivo impertinente.

Il loro modo di essere è contagioso: la fatica e la stanchezza si superano con il sorriso e con la voglia di essere parte di un’esperienza!

Ecco, sono stato orgoglioso di essere stato parte di quest’esperienza, per la seconda volta, ho fatto meno fatica di loro ma sono stato con loro [grazie a Fabio!] e ho provato a raccontare con una montagna di fotografie il percorso, le bici, la pioggia, il sole, i ristori, i sorrisi, lo stare insieme e la solidarietà che si crea nel partecipare tutti insieme!

Spero di sentirmi dire, come è stato quest’anno alla partenza “HO PARTECIPATO PERCHE’ HO VISTO LE FOTO E CI SIAMO DETTI CHE NON POTEVAMO PERDERCELA QUESTA MAGNIFICA RANDONNEE!”.

Un grazie speciale a Simone e Witoor che mi hanno permesso di partecipare!

Ho messo qualche foto a comporre un collage, ma è stato durissimo scegliere, quindi le foto, tutte le potete trovare qui

http://witoor.com/rando-imperator/rando-imperator-2016/

e qui

– Giorno 0: https://www.facebook.com/468816893149749/photos/…
– Giorno 1: https://www.facebook.com/witoor.bicycletours/photos/…
– Giorno 2: https://www.facebook.com/witoor.bicycletours/photos/…

FAME DI PRIMAVERA

Ho una gran voglia di realizzare ritratti, ho una gran voglia che arrivi la primavera.

Ho unito le due cose, l’ho fatto con il magnifico e prezioso contributo di Maria Chiara e Francesca, grandiose fomentatrici di idee fotografiche.

Il racconto si racchiude e si schiude al tempo stesso in un simbolo: il petalo, essenza della primavera, parte unitaria della manifestazione della stessa, l’ho fatto senza cercare nessun appiglio con il tormentone del petaloso, l’ho fatto senza rimandi dichiarati alla discussione sulla legge Cirinnà, l’ho fatto semplicemente alla ricerca di un ritratto che mostrasse bellezza e ironia, un gioco tra idea, primavera, fotografia e ritratto.

Aspetto la primavera perchè ne ho bisogno, anzi, fame!

La festa delle donne

8 Marzo, FESTA DELLA DONNA, FESTA DELLE DONNE.

Non lo trovo per niente banale, non lo trovo per niente scontato, non trovo superato il concetto di un giorno dedicato a festeggiare le donne.

Si festeggia la conquista di diritti, ed è giusto festeggiarli, anche se sono passati decenni, perchè ogni giorno viviamo la scomparsa di certi diritti che davamo per scontati. Ricordiamo che a tante, tantissime, ad un colloquio di lavoro, viene chiesto se ha figli, se ha intenzione di farne, se prende anticoncezionali e, sempre a tante, si chiede di firmare un foglio di dimissioni nel caso restino incinta.

Si festeggia la donna, ed è giusto festeggiarla, anche se si spera che non lo si faccia solo oggi ma ogni giorno, perchè la donna è la più bella cosa che esista sulla faccia della terra, capace di essere bella, magnifica, intelligente, tenace, amica, madre, compagna, amante in ogni gesto.

Si festeggiano le donne, regalando le minose, un simbolo, ed in tutta onestà, non mi importa nulla se questo [e altre cose] fa di questo gesto un simbolo commerciale, per me è importante e molto, farlo.

Per comprare le mimose vado sempre al banchetto dell’UDI -Unione Donne Italiane- che compare ogni anno in questa giornata in Piazza Trento Trieste [a Ferrara], ci vado perchè sono sempre gentili e perchè sono espressione della conquista e della tutela di diritti delle donne nel quotidiano, e poi ci vado perchè mia nonna è sempre stata iscritta all’UDI e io, anche dopo la sua prematura morte, ho sempre avuto in casa quelle riviste dell’Unione Donne Italiane, come presenza inconsapevole, come abbonamento che mio padre continuava a mantenere per rispetto e commemorazione. Ecco, andare ogni anno a quel banchetto, mi permette di commemorare mia nonna, nella maniera più laica ma anche più sincera che conosco.

EVVIVA L’8 MARZO, EVVIVA LE DONNE!

CONFRONTO CON IL RITRATTO

Sono iniziate le lezioni del mio CORSO AVANZATO DI RITRATTO E AUTORITRATTO, un corso un po’ diverso dagli altri che propongo [base e intermedio], un corso che focalizzando il tema, richiede un entrare più approfonditamente in tematiche care alla fotografia.

Il ritratto e l’autoritratto: un modo di utilizzare la macchina fotografica come strumento di indagine e scoperta verso l’essere umano, indifferentemente dal fatto che si rivolga la macchina verso noi stessi o verso gli altri. Sempre indagine, sempre scoperta.

E’ fondamentale la volontà di mettersi in gioco per affrontare questo corso: azione che faccio [e continuerò a fare] da quando ho elebaorato la consapevolezza che la fotografia è la mia forma di espressione.

Guardare, studiare e omaggiare [non è copiare] i fotografi che hanno fatto e fanno la storia della fotografia è sempre motivo di crescita, e sfrutto questa regola nei miei corsi.

In questo, in particolar modo, ho chiesto a tutti i partecipanti, me compreso, di cercare e studiare un autoritratto e di riproporlo come ritratto.

Ho preso questo autoritratto di Richard Avedon, autoritratto probabilmente realizzato come scatto di prova sul set, come test luci/inquadratura etc e l’ho mostrato ad Alessia per riprodurlo.

Il risultato è questo.

VOLARE NELL’ACQUA

Volare nell’acqua, anzi voliamo nell’acqua.

Il senso della collaborazione, come la intendo io, sta nel  poter costruire qualcosa insieme.

Non sempre accade che entrambi si diventi parte dell’immagine, in questo caso, con Maria Chiara, si doveva: entrambi nello stesso luogo ad ammirarlo [Bagno a Vignoni] ed a voler fare foto, entrambi con idee per quelle foto, entrambi quindi modelli.

Un gioco, una voglia di entrare in quel luogo in cui eravamo per un sopralluogo, per foto nel futuro prossimo, una collaborazione naturale.

Ritratto reciproco.

TOCCARE LA FOTOGRAFIA

L’importanza di andare a vedere una mostra di fotografia sta nel fatto di entrare in contatto con la stessa, con la possibilità di rendere qualcosa che è spesso solo virtuale [o effimero] con qualcosa che diventa materiale, tangibile.

La concentrazione ed il tempo di attenzione che abbiamo dinnanzi al monitor, mentre guardiamo una fotografia, è bassissimo, vorace, da fast food e quindi resta solo l’impatto complessivo e nessuna domanda, curiosità, appunto [positivo o negativo che sia].

Andar a vedere una mostra significa decidere a che distanza guardare la fotografia e quindi su cosa soffermare sguardo e pensieri [o psiche, che dir si voglia], significa investire tempo nell’osservazione, nell’indagine, nella scoperta; il gusto per un dettaglio o la scoperta di qualcosa che stona, un complessivo perfetto o poco bilanciato.

Andar a vedere una mostra significa starci del tempo e lasciare andare il cervello alla ricerca di qualche sensazione, dettaglio, luogo da cercare e scoprire.

Andar a vedere una mostra significa poter toccare [a volte no] una foto e allora ritorna alla mente che bello era andare a prendere il rullino sviluppato dal fotografo e sfogliare e analizzare ogni singola tangibile immagine.

Stampate le vostre foto migliori e toccatele, appendetele al muro o al frigo con il magnetino!

p.s. a breve renderò operativa la sezione del mio sito “PRINT” e lì potrete acquistare e ricevere le mie foto, per poi appenderle se vorrete.

Bomboniere per un matrimonio

Quando due futuri sposi mi chiedono un consiglio per la loro bomboniera provo sempre a consigliare qualcosa di diverso dal “solito” contenitore: preferisco suggerire qualcosa che andrà a far parte della casa di chi la riceve.

Tutti noi abbiamo antri polverosi in cui gettiamo tutte le bomboniere ricevute nei vari matrimoni, battesimi, comunioni, gettiamo lì perchè ci spiace buttarle perchè sono un regalo e possiedono qualcosa di profondamente simbolico.

Sono dell’idea che si possa trovare un compromesso tra qualcosa che sia bomboniera e qualcosa che resti a ricordo di una giornata di festa, qualcosa da tenere in casa e magari in bella vista.

Ecco questa volta l’idea è stata di giocare con i futuri sposi con qualcosa che sentono loro e che anche coloro che riceveranno la bomboniera possano sentire loro o iniziare a far loro.

Cos’è? sorpresa! Non posso mica svelare la sopresa prima del 18 Luglio, sennò che regalo sarebbe!

EXPO 2015

Un mese fa, per lavoro, ho avuto l’occasione di visitare [parzialmente] il luogo simbolo di questo 2015: l’area EXPO 2015 a Milano.

Premetto che è sicuramente una visita da fare, un’occasione da cogliere, per andare a visitare una parte tematica di mondo, per osservare, incuriosirsi e anche conoscere.

Una moltitudine di architetture e quindi di forme e colori, oltre che di cibi e divertissement, da vedere e scoprire, tenuto conto poi, che in Italia, si costruisce così poca architettura contemporanea è un’occasione unica per un italiano abituato a viaggiare poco per entrare in contatto con una concezione dello spazio differente rispetto a quello solito delle nostre città.

Invito tutti ad andare a visitare e rimanere anche a bocca aperta, davanti a tanti cibi ed a tanti padiglioni “WOW”!

C’è però una cosa che mi fa porre interrogativi ed anche un po’ arrabbiare: cosa resterà di questo luogo di architetture temporanee?

Da quello che sento, leggo, parlo, tutto dovrebbe essere smontato, smaltito, bonificato e l’area rimarrà quella che era fino a un paio di anni fa: niente in mezzo al poco.

La realtà è che probabilmente le nazioni capaci di avere un budget sufficiente per smontare, bonificare e magari ricostruire in suolo natio il padiglione, saranno davvero pochissime e quindi quest’area immensa diventerà l’ennesima area abbandonata [che tra 5 anni tutti noi andremo a fotografare].

Ecco, trovo essere questa l’ennesima occasione persa dall’Italia [ma in giro per il mondo di ex aree expo abbandonate ce ne sono a bizzeffe] che tanti soldi pubblici e privati ha investito per costruire infrastrutture fino a questa zona fieristica [a Rho c’è anche la fiera di Milano], che ha reso disponibile e agibile un’area vastissima e ha alzato padiglioni che, pensati per durare, si sarebbero potuti riconvertire ad uffici, servizi pubblici e privati, grandi strutture, eventi etc all’interno di architetture contemporanee e interessanti, magari capaci di stimolare la creatività di architetti, urbanisti, progettisti e, perchè no, pure di geometri nel rendere le nostre periferie più belle, abitabili, stimolanti invece di avere un’ennesima “periferia, il posto più brutto che ci sia”.

Andate a cogliere il bello di quest’area, finchè ce n’è!