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LUOGHI E FOTOGRAFIA

Sono andato a vedere il SI Fest 24, a Savignano Sul Rubicone per unire quel bel gusto di gita fuoriporta di fine estate a quello di imparare e confrontarmi con un po’ di fotografi ed immagini. Poi sono andato a Cesenatico a visitare l’ex colonia Santarcangiolese, sede del festival di arti visive FREE ME.

Ho visto foto e autori interessanti, altri meno ed altri ancora stimolanti, di quelli che fanno muovere idee e azioni.

Ho visto sopratutto spazi incredibili, in entrambi i festival, capaci di ospitare mostre donando un valore aggiunto alle stesse.

Ci sono luoghi che andrebbero ripensati e sfruttati sia per realizzare fotografie che per esporne, luoghi che con la loro naturale caratterizzazione diventano un valore aggiunto. Luoghi capaci di accogliere ed interagire con le opere in silenzio, ma con forte presenza.

Io ho la fortuna di aver insediato il mio studio all’interno di una struttura come questa, nell’ex caserma dei Vigili del Fuoco di Ferrara, dentro a Spazio Grisù, e, memore di ciò che ho visto nei due Festival vorrei provare a valorizzare lo spazio per renderlo sempre più a misura di fotografia: scattando ancora di più all’interno dei luoghi sfruttandoli come location, esponendo con attenzione al connubio tra luogo e fotografia  e accogliendo chiunque, a proprio modo voglia interagire con me attraverso la fotografia.

Vi aspetto: via Ortigara 13, Ferrara!

TOCCARE LA FOTOGRAFIA

L’importanza di andare a vedere una mostra di fotografia sta nel fatto di entrare in contatto con la stessa, con la possibilità di rendere qualcosa che è spesso solo virtuale [o effimero] con qualcosa che diventa materiale, tangibile.

La concentrazione ed il tempo di attenzione che abbiamo dinnanzi al monitor, mentre guardiamo una fotografia, è bassissimo, vorace, da fast food e quindi resta solo l’impatto complessivo e nessuna domanda, curiosità, appunto [positivo o negativo che sia].

Andar a vedere una mostra significa decidere a che distanza guardare la fotografia e quindi su cosa soffermare sguardo e pensieri [o psiche, che dir si voglia], significa investire tempo nell’osservazione, nell’indagine, nella scoperta; il gusto per un dettaglio o la scoperta di qualcosa che stona, un complessivo perfetto o poco bilanciato.

Andar a vedere una mostra significa starci del tempo e lasciare andare il cervello alla ricerca di qualche sensazione, dettaglio, luogo da cercare e scoprire.

Andar a vedere una mostra significa poter toccare [a volte no] una foto e allora ritorna alla mente che bello era andare a prendere il rullino sviluppato dal fotografo e sfogliare e analizzare ogni singola tangibile immagine.

Stampate le vostre foto migliori e toccatele, appendetele al muro o al frigo con il magnetino!

p.s. a breve renderò operativa la sezione del mio sito “PRINT” e lì potrete acquistare e ricevere le mie foto, per poi appenderle se vorrete.

Gelosia

01 gelosìa [emozione, sentimento]
“Stato emotivo di dubbio e di tormentosa ansia di chi, con o senza giustificato motivo, teme (o constata) che la persona amata gli sia insidiata da un rivale: sentire g., soffrire di g.; essere roso, tormentato dalla g.; fare una scena di gelosia…
… risentimento che si prova nel vedere che altri ci è preferito o che ad altri è concesso un affetto o un vantaggio che vorremmo per noi stessi…”

02 gelosìa [elemento architettonico]
“Elemento divisore verticale, un tipo di persiana molto esteso, simile ad un paravento e un fragisole. Caratteristica nell’architettura araba, serve ad ombreggiare (come una parete verticale) lasciando comunque inalterata la circolazione naturale di aria, oltre a creare un effetto filtro di vedo-nonvedo…
…Serramento di finestra – realizzato con stecche inclinate disposte in un telaio fisso o mobile (persiana), con stecche fitte incrociate (grata) o anche con lastre di legno o di metallo traforate – che permette di guardare dall’interno senza essere visti dall’esterno (il nome si spiega col fatto che l’origine sarebbe dovuta a motivi di gelosia, in quanto tale sistema permette alle donne di stare alle finestre togliendole però alla vista degli estranei)…”

“Gelosia” è un progetto fotografico che racchiude in un’unica immagine il significato emotivo e quello architettonico.
Il progetto è stato proposto a persone comuni, provenienti da diverse città, di età e genere differenti, che hanno risposto alla chiamata.
In 36 sono venuti a farsi ritrarr​e, ognuno con le proprie peculiarità, con i propri dubbi e le proprie certezze, con i propri pudori e le proprie tranquillità rispetto a quello che è posare nudi, spesso per la primissima volta.
Il risultato è una mostra composta da 36 ritratti contententi entrambi i significati del termine “GELOSIA”: in ogni singolo scatto si manifesta la relazione tra soggetto ritratto ed un singolo specifico spettatore, potenziale destinatario della gelosia emotiva, filtrato da un elemento, che diventa architettonico, creato al momento dello scatto e frapposto tra il soggetto stesso e l’obiettivo fotografico, come a
voler frapporsi tra colui che è ritratto e colui che, spettatore, è il destinatario della gelosia stessa.
una relazione stretta, costante, intima e personale, riproposta 36 volte, tra la persona ritratta e il destinatario della gelosia.

Grazie ancora a tutti coloro che hanno posato per questo progetto!
Grazie a tutti coloro che verranno a vedere la mostra, che siano o meno i destinatari della gelosia!
Vi aspetto venerdì 10 aprile 2015 dalle 18.30 per l’inaugurazione!


10 aprile – 6 maggio 2015
Porta degli Angeli

Via Rampari di Belfiore, 1
Ferrara

Vernissage
Venerdì 10 aprile – ore 18.30

Ritratti alla Porta
Evento, sabato 18 aprile, dalle ore 10.30 e per tutta la giornata

Il ritratto
Workshop fotografico, domenica 19 aprile, ore 14.00-18.00

Info e prenotazioni
tel. +39 320 015 2974
info@giacomobrini.it

Grazie a: Associazione Evart
#gateporta #portadegliangeli