Posts Tagged fotografo ferrara

Fotografia, prodotto e progetto.

Ci sono lavori che ti vengono assegnati che diventano veri e propri progetti condivisi. Non capita spesso, ma quando capita diventa magnifico.

Devo ringraziare Ilaria e Marco perchè hanno deciso di affidarmi completamente lo studio dell’immagine dei loro prodottti, anzi, dei loro gioielli, che vengo prodotti artigianalmente con una grande attenzione per i materiali usati e per il design.

Ci siamo parlati, ci siamo conosciuti meglio, abbiamo pensato insieme che immagine doveva uscire dalle mie fotografie. Abbiamo condiviso una crescita del prodotto e dell’immagine.

Abbiamo realizzato due sessioni con le bravissime [bellissime è sottinteso] e disponibilissime modelle Maria e Giada alla ricerca del punctum delle singole linee, ci siamo affidati all’arte del trucco di Ionela e abbiamo sfruttato due location molto diverse per esaltare ancora di più la semplicità, la bellezza, il design e la versatilità di collane e bracciali.

E’ stato un piacere immaginare e scattare i diversi modi in cui si possono vestire le creazioni di Pig’Oh ed allo stesso tempo è stata una sfida [se vinta dovete dirmelo voi!] immaginare chi poteva indossare e come poteva sentirsi la ragazza e/o la donna con indosso questi accessori, che accessori non sono, perchè raccontano come ci si vuol sentire.

E ho raccontato anche la parte di realizzazione del prodotto stesso.

Se volete visitarli li trovate qui www.pig-oh.it

01 Dicembre 2016, Giornata Mondiale di Lotta all’AIDS

Oggi è la giornata mondiale di lotta all’AIDS, e la foto che vedete mi è stata commissionata dai promotori ferraresi delle attività legate a questa giornata: CircoMassimo, ARCIgay, ARCIlesbica, ServizioSanitarioRegioneEmiliaRomagna, AVIS e Comune di Ferrara.

Sembra anacronistico nel 2016 dover parlare ancora di questa malattia, anacronisti nel senso che la prima volta che ho sentito parlare di questa malattia sessuale ancora non avevo peli pubici e ammiravo già le tette come opera suprema della bellezza, senza davvero sapere quanto e come le avrei continuate ad amare nella mia vita.

E’ importante parlarne ed è importante diffondere la conoscenza rispetto a questa malattia ed alla sua trasmissione, importante perchè ancora si pensa che sia una malattia che cala dal cielo a punire certi comportamenti sessuali o piaceri sessuali che dir si voglia, è importante parlarne perchè una delle cause della sua ancora in atto diffusione è data proprio dal considerarla non probabile problema proprio.

La verità sta nel fatto che è una malattia che, ATTRAVERSO LA PREVENZIONE, non si prende e non si diffonde.

Per cui invito tutti a festeggiare questa giornata facendo sesso e l’amore, a più non posso, ma sempre con il preservativo, come gesto del volersi bene, VOLER BENE A SE STESSI PRIMA ANCORA CHE AGLI ALTRI!!!

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BLACK FRIDAY

Si fa un gran parlare di black friday: amazon lo fa, mediaworld lo fa, unieuro lo fa, la coop lo fa, il bar qui sotto lo fa, anche il salumiere lo fa ma lo ha scritto male “blech fraidey!”, allora manca solo il fotografo…

BLACK FRIDAY? WHITE FRIDAY!

dal 25 NOVEMBRE 2016, al 30 NOVEMBRE 2016, se mi contatti per un appuntamento per un preventivo per il servizio matrimoniale e poi scegli di affidarmelo, avrai uno sconto del 10% sul costo del pacchetto scelto ed il 2×1 sul fotolibro per i genitori!

telefono 3200152974

mail info@giacomobrini.it

 

INVERNO

Inverno 2015.

L’incedere delle stagioni è un accadimento ciclico, costante e perenne, che, anche nell’accezione in cui “non ci sono più le mezze stagioni”, prevede sempre la presenza dell’inverno.

L’inverno è uno di quei momenti in cui l’attività di un fotografo, muta, non diminuisce o aumenta, ma semplicemente muta [non potrebbe diminuire perchè fotografare è una necessità prima ancora che un mestiere, per me], cambia di luogo prediletto, rimanendo sempre di più all’interno di quattro mura, che esse siano solite o insolte.

Ci si rinchiude alla ricerca di caldo e di luce, necessità primordiali dell’essere umano, e si riduce lo spazio di osservazione ma si aumenta la profondità dello sguardo, dell’osservare e si scatta meno ma con più attenzione [sempre se si riesce a uscire dal torpore impigrente della ricerca di un caldo dato dall’avvolgimento in un plaid], si mette in posa con più lentezza e si creano forme più precise, una cura maggiore della luce, data probabilmente dall’assenza di quella naturale, e si diventa più osservatori e meno passionali.

Precisi, attenti, distaccati, compositivi.

Si prendono oggetti e li si accosta, si prova donargli una nuova vita, anche se alla fine è sempre una costruzione di natura morta.